Salvatore Esposito | Droga e microcriminalità a Scampia
Droga e microcriminalità a Scampia
Il mio lavoro fotografico pone attenzione su due dei pilastri fondamentali su cui basa la malavita organizzata a Napoli ovvero: droga e microcriminalità. Questi due “fattori” sono strettamente collegati tra loro e sono in simbiosi, uno imprescindibile dall’altro. Il primo, ovvero la droga è il motore economico dei clan che la commerciano. Il secondo, la manovalanza è l’ ingranaggio che porta avanti il mercato dello stupefacente animando vere e proprie “piazze” di spaccio. Ed è proprio sul riciclo costante della manovalanza minorile che i clan fanno affidamento, infatti in quartieri a rischio come ad esempio Scampia, l’istituzione latita ed è facile che molti ragazzi comincino a “lavorare” già dall’età di 10 anni. Il degrado sociale che colpisce la struttura familiare in modo capillare fa si che questi ragazzi hanno bisogno di denaro molto presto per provvedere a se stessi, eventualmente a fratelli minori, parenti in carcere o addirittura a tutta la loro famiglia. Si creano così degli “uomini” bambini che perdono il senso della loro età, cominciano a vivere rischi, responsabilità e paure che esulano dalla vita di un loro coetaneo normale. Cominciano ad armeggiare una pistola già a 14 anni, a trattare di affari con trafficanti di droga adulti, riescono a guadagnare anche 20.000 euro al mese e spenderli tutti in brevissimo tempo. Ultimamente la peculariatà che distingue questo ultimo ingranaggio di questo grande meccanismo economico è che questi ragazzi sono dei veri e propri “free lance” della droga. Infatti gestiscono sotto il controllo della camorra queste piazze di droga , ma sono veri e propri rivenditori che guadagnano sul venduto. La sopraffazione dell’altro e l’autodifesa sono le regole che questi ragazzi imparano fin da piccoli, le coscienze di bambini si strutturano in un ambiente in cui non ti puoi fidare neanche dei tuoi genitori. Magari perchè sei nato casualmente da una delle tante riunioni di tua madre e tuo padre, perchè quando eri bambino ti hanno abbandonato a te stesso e a quattro anni dovevi mangiare dal parente che ti capitava, perchè tua madre prende psicofarmaci e non se ne frega di badare ai suoi cinque figli, oppure sei figlio di un carcerato e tua madre sbarca il lunario vendendosi nel rione per una spesa di cibo. Allora la tua mente da bambino forse acquisisce valori sbagliati, o forse li perde i valori confrontandosi con le altre famiglie. Fatto sta che l’unica cosa che conta è sopravvivere, a tutti i costi. Dimostrare subito di essere uomini per conquistarsi un posto nel “rione”, per essere rispettato, per dare da mangiare al tuo fratello più piccolo, per vestire anche tu con le hoogan e dolce e gabbana. Vendere la droga diventa mano a mano il gesto più semplice, più normale ed alla fine da peso per la tua famiglia ne diventi il motore economico e cosi magari puoi vedere anche una madre che torna da fare la spesa e indifferentemente saluta suo figlio che spaccia, che tollera suo figlio che fa la malavita per un suo tornaconto personale.
[Interview by Moria De Zen]
This interview is done using Skype technology.



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